SATISFICTION #230: LA REPUBBLICA: DIFENDIAMO LA FIERA DI TORINO. APPELLO WEB DEGLI SCRITTORI.

di LOREDANA LIPPERINI

ROMA - Nasce da un passaparola fra scrittori che agiscono in rete, l’appello in sostegno della Fiera del Libro di Torino, diffuso a seguito delle polemiche sulla scelta di Israele paese ospite del 2008. Nell’appello, che si definisce "apartitico, e politico solo nell’accezione più alta e radicale del termine", si esprime "solidarietà senza riserve" nei confronti degli organizzatori della manifestazione torinese.

L’idea di fondo, si legge, è "che le opinioni critiche, che chiunque fra noi è libero di avere nei confronti di aspetti specifici della politica dell’attuale governo israeliano, possono tranquillamente – diremmo perfino banalmente! – coesistere con il più grande affetto e riconoscimento per la cultura ebraica e le sue manifestazioni letterarie dentro e fuori Israele. Queste manifestazioni sono da sempre così strettamente intrecciate con la cultura occidentale nel suo insieme, e rappresentano una voce talmente indistinguibile da quella di tutti noi, che qualsiasi aggressione nei loro confronti va considerata un atto di cieco e ottuso autolesionismo".

Firmano, fra gli altri, gli scrittori Raul Montanari, Gianni Biondillo, Sandrone Dazieri, Girolamo De Michele, Luca Doninelli, Marcello Fois, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Franz Krauspenhaar, Nicola Lagioia, Antonio Moresco, Chiara Palazzolo, Laura Pugno, Tiziano Scarpa, Beppe Sebaste. Ma anche molti giornalisti.

Pubblicato questa mattina, contemporaneamente, su tre blog letterari, l’appello è aperto a nuove adesioni. Ma anche ai dissensi. Nei commenti a Nazione Indiana, per esempio, interviene la scrittrice Simona Baldanzi sottolineando come, a Torino, sia stato invitato "lo stato di Israele con tutto ciò che significa e non gli scrittori israeliani: non si tratta di togliere la libertà di parola alla cultura ebraica, ma bisognerebbe togliere la visibilità al potere dello stato di Israele".

Altri, come l’autore del blog Stamparassegnata, invitano all’approfondimento e sottolineano: "Gli stessi scrittori israeliani, ben più aperti e disponibili al dialogo di molti filoisraeliani nostrani, da Grossman a Yehoshua non fanno altro che parlare di questo. Non si può celebrare la nascita di Israele, perché questo avviene a Torino, senza parlare della non nascita della Palestina".

Di contro, interviene lo scrittore Beppe Sebaste, rilevando come, nella vicenda, entri anche, e ancora, il pregiudizio antisemita: "Penso con estrema amarezza che l’antisemitismo sia cresciuto con gli stessi luoghi comuni di sempre all’interno della sinistra. e mi amareggia sconfinatamene".

Discussione, come si vede, apertissima.

I blog che hanno pubblicato l’appello
www. ilprimoamore.com
www.lipperatura.it
www.nazioneindiana.com


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